Informatico getta per errore hard disk con bitcoin per un valore di 5,5 milioni di euro.

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I luoghi comuni che vogliono gli informatici persone distratte e con la testa sempre fra le nuvole è rafforzato dall’incredibile storia che vede protagonista James Howells, sistemista ventottenne di Newport (Galles), che ha gettato via per errore un vecchio hard disk contenente bitcoin per un valore di 5,5 milioni di euro.

Howells, nel 2009, aveva riempito abbondantemente il suo portafogli virtuale con 7.500 bitcoin, quando la valuta più famosa di Internet, lanciata in quell’anno da un misterioso genio del computer soprannominato Satoshi Nakamoto, non valeva pressocchè nulla e rappresentava una sorta di curiosa, ma inaccessibile, novità per tutti coloro che, navigando, vi si imbattevano. Diversi computer più tardi, il giovane (“distratto dalla vita familiare e da un trasloco”, ha spiegato successivamente) aveva dimenticato l’hard disk in un armadio per poi decidere di liberarsene qualche mese fa in quelle che verranno ricordate come le pulizie di primavera più sciagurate di sempre.

Solo oggi (ricordiamo ai fan di CheStrano che un bitcoin vale la bellezza di circa mille dollari), Howells si è ricordato del preziosissimo contenuto della memoria e si è lanciato in una disperata caccia al tesoro nella gigantesca discarica della sua città.

“Quando vidi che la discarica era grande come un campo da calcio il mio primo pensiero è stato quello di non aver alcuna possibilità”, ha raccontato l’informatico alla Bbc, “il gestore del sito, confermando le mie peggiori paure, mi ha spiegato che i materiali inviati tre o quattro mesi prima potevano trovarsi a un metro e mezzo di profondità”. La ricerca di un oggetto in una discarica di queste proporzioni richiede di solito il lavoro di almeno venti addetti. “Il problema”, ha aggiunto Howells, “è che al momento non ho i soldi per permettermelo”.

Incredibile? Si, grazie!

Mi chiamo Emanuela, studio Scienze dei Beni Culturali; guardando alla voce choosy scoprirete che sono stagista presso la Corte d'Appello di Bari e babysitter, e la mia massima aspirazione nella vita è quella di diventare attrice. Per adesso mi accontento di sognare archivi e biblioteche impolverate, silenziose, fredde e piene di eco di passati sconosciuti. Sono cresciuta ingoiando libri e bevendo musica dalle musicassette. Scrivo da mai e se lo faccio è perché attraverso stadi di radicali cambiamenti. Si spera che quello di questi ultimi mesi sia definitivo almeno per un'altra decina di anni.

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